La tecnologia va dosata oppure sarà un rischio e non un bene

La tecnologia se usata male è un pericolo. I facili entusiasmi di non addetti ai lavori fanno solo danni. Quali sono i rischi maggiori?

L'uso eccessivo della tecnologia, se non gestito con consapevolezza, può generare una serie di rischi concreti e significativi.

Vediamo alcuni di questi rischi.

Perdita delle competenze umane

Dipendenza dalle macchine: l'abitudine a delegare compiti complessi alla tecnologia può portare alla perdita di abilità pratiche e cognitive. Ad esempio la facoltà di orientarsi, di leggere mappe senza usare un gps. E ancora la capacità di fare calcoli a mente. Scrivere in modo corretto articolando i pensieri e argomentando. Non meno importante la capacità di svolgere attività manuali come quelle artigianali in cui servono competenze e conoscenze.
       
Perdita di posti di lavoro e cambiamenti nel mercato del lavoro

I robot e l'intelligenza artificiale stanno sostituendo molti lavori ripetitivi o prevedibili in molti settori come quello manifatturiero (linee di produzione automatizzate hanno ridotto drasticamente la necessità di operai in fabbrica); nel settore dei servizi (le casse automatiche nei supermercati e i chatbot stanno riducendo il personale umano); nei lavori altamente qualificati (professioni tradizionalmente considerate sicure, come la contabilità, il giornalismo e la traduzione, vengono influenzate da software avanzati come ChatGPT o strumenti di calcolo automatico). Qualcuno si affida già alla tecnologia piuttosto che al medico.

Da considerare anche i supermercati senza personale, le pizzerie e i fast food automatizzati dove non è più presente l'uomo. E sarà sempre peggio.

Tutto ciò provoca problemi ed effetti negativi sopratutto nei giovani privi di una mancata preparazione e disinteressati allo studio e ad accrescere le loro competenze. Basti vedere l'idea di "musica" che hanno molti pseudoartisti che non conoscono neanche le note. Sempre peggio e qualità bassissima.

La tecnologia rende stupidi e rende soli. Diminuiscono le interazioni umane: ci si affida a lavori da remoto e a interazioni virtuali come messaggistica istantanea e social network. Alcune aziende intendono, inoltre, immettere nel mercato di fascia bassa anche robot da compagnia o che possano svolgere le faccende domestiche. Non si ha più voglia di fare niente. E meno si fa e meno voglia si ha.

La tecnologia inoltre fornisce una montagna di informazioni che se non sono ben filtrate e ben gestite rischiano di essere una inutile fonte di distrazione (come certe app che mostrano stupidi e inutili video a ripetizione). I giovani? Non sanno neanche leggere e non capiscono il contenuto dei manuali scolastici. Anche molti adulti.

Molti pensano che guardare un video o far scorrere un testo sullo schermo del telefono sia come studiare. La tecnologia elimina il pensiero critico profondo lasciando una parvenza di conoscenza. Ed ecco perché i big delle multinazionali informatiche sono sempre pronti a cambiare casacca e a seguire i nuovi governanti. Possono fornire ottimi servizi per il controllo dei popoli e, in cambio, arricchirsi. Non a caso i più ricchi del pianeta hanno attività nella tecnologia.

A tutto ciò si sommino i problemi di salute derivanti dal continuo uso dei dispositivi: mal di schiena, disturbi alla vista, sonno irregolare, sbalzi di umore.

Uno dei maggiori rischi è la diseguaglianza sociale in quanto non tutti possono permettersi strumenti tecnologici avanzati, creando un divario tra chi ha accesso e chi ne è escluso.

E, come dicevamo prima, pochi grandi attori nel settore tecnologico concentrano ricchezza e potere, aumentando la disparità economica. Compratevi le auto elettriche che guidano da sole. Nel giro di pochi anni non saprà guidare più nessuno e si sarà alla mercé dei produttori.

L'uso della tecnologia, insomma, dovrebbe essere bilanciato per evitare che i vantaggi si trasformino in rischi. L’educazione, la formazione continua e l’attenzione all’impatto sociale sono strumenti fondamentali per mitigare questi pericoli. La tecnologia dovrebbe essere un supporto alle competenze umane, non un sostituto.

La tecnologia, inoltre, aumenta le possibilità - per pochi - di controllare grandi masse di persone che prive delle adeguate competenze penseranno solo che la tecnologia sia "amica" mentre, in realtà, è sempre stata un potente mezzo di controllo.

Ne parleremo.

 

Ardito

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