Canada, Groenlandia, Gaza. Il Risiko di Trump

Palestinesi da accasare, anche se nessuno finora li vuole, in altri paesi arabi. La striscia di Gaza sotto il controllo americano per un lungo periodo. La ricetta è quella di Trump.

Dopo il Canada e la Groenlandia, Trump vuole anche Gaza. Continuano la dichiarazioni poco interessanti e, finora inutili, del Presidente degli Stati Uniti che tanto parla e poco realizza. Una ridda di dichiarazioni ma, di concreto, c'è poco. Sembra una partita a Risiko.

Primo problema: i palestinesi dove li mettiamo? Egitto e Giordania hanno detto di no. Li mandiamo in Libano? In Iran. Non è dato sapere. Di certo c'è che l'Arabia porta avanti il progetto dei due popoli due stati (Palestina e Israele) per cui Gaza dovrebbe essere palestinese con capitale Gerusalemme Est.

Secondo problema: Gaza sotto il controllo americano? Ne facciamo una grande base nel cuore del Medioriente? Giusto per scaldare un po' gli animi delle popolazioni arabe.

Siamo con Israele ma le soluzioni, anche solo proposte, devono essere attente, misurate, calibrate e discusse con gli alleati. Voler dimostrare di essere forti ad ogni costo non significa esserlo.

Il ministro degli Esteri italiano, Tajani, per adesso si è smarcato. Le nostre città, italiane ed europee (grazie a politiche stupide di pseudointegrazione) sono invase da musulmani, e le parole vanno pesate. Cosa gliene frega a Trump, del resto, dell'Europa. Tajani ha parlato infatti di soluzione "due popoli, due stati" che è la più moderata ed equilibrata.

E così tra un MAGA di Trump e un MEGA del suo sodale Musk non si capisce se stiano scherzando o se siano seri. Solo dichiarazioni, chiacchiere, fuffa. Fumo: tanto fumo. Non si sa mai in che modo le loro idee debbano essere realizzate. Come l'idea di Musk di portare terrestri a vivere su Marte senza mai spiegare come si potrà fare. Ci sono video di interviste ad astronauti che sono decisamente imbarazzati: e loro vanno davvero nello spazio (e conoscono i tempi di percorrenza e le difficoltà dei viaggi) non come altri che parlano e basta.

Tanto la gente la fuffa la beve con l'imbuto e invece di domandarsi il "perché", il "come", il "quando", "in che modo" continua a sventolare inebetita delle bandierine e ad indossare improbabili cappellini. Come dei bambini insomma.

L'unica cosa concreta è apparsa nello scenario ucraino: la volontà di scambiare le armi americane con le terre rare ucraine. Come se non bastasse Putin che ha scatenato una guerra sanguinaria solo per quelle benedette risorse minerarie nel Donbass ucraino (dove si concentra la maggior parte delle risorse del sottosuolo).

Ucraina, dunque, tra due fuochi: USA e Russia.

Ad ogni modo, in qualunque modo finisca questa assurda invasione russa, si potrebbe affermare che l'Ucraina esisterà solo sulla carta. Tra spartizioni, spese per la ricostruzione, debito accumulato con tanti paesi occidentali, perderà - se non l'ha già persa - la sovranità.

Un po' come l'Italia dopo la Seconda Guerra Mondiale. Basti vedere il nostro debito e quante basi USA/Nato abbiamo sul territorio.

 

Ardito

 



I video mostrati non rappresentano adesione a partiti o ideologie. Sono scelte casuali.


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