Chiunque conosca un po' di Storia e di Cultura americana inorridisce. In una Nazione che ha fatto dell'anticomunismo uno stile di vita, la troppa vicinanza di Trump - contrario incredibilmente all'alleato storico europeo - al comunista Putin suona come qualcosa di sbagliato.
Stona. Stona tantissimo. E fa crescere sospetti. La vicinanza, la comunione di idee, l'amicizia tra Putin e tanti partiti di destra occidentali stona. Politici di destra ed estrema destra che son diventati amici del comunista Putin.
Gli Stati Uniti, paese anticomunista per eccellenza che sull'anticomunismo ha costruito la sua cultura (anche di molti Democratici), si risvegliano con il presidente Trump che vive come un idillio col presidente comunista. Il senatore McCarthy si starà rivoltando nella tomba: lui che aveva inventato la "caccia al comunista". Da non credere.
Gli Stati Uniti hanno avuto presidenti veramente anticomunisti. Sia Repubblicani sia Democratici.
- Repubblicani.
1. Dwight D. Eisenhower (1953-1961)
Eisenhower adottò una politica di contenimento del comunismo, promuovendo la "dottrina Eisenhower", che prevedeva l'intervento americano in Medio Oriente per contrastare l'influenza sovietica. Fu anche critico del complesso industriale-militare, temendo un'eccessiva espansione del potere militare durante la Guerra Fredda.
2. Richard Nixon (1969-1974)
Nixon iniziò la sua carriera politica come feroce anticomunista, partecipando alla persecuzione dei sospetti comunisti durante l’era McCarthy. Da presidente, pur avviando la "détente" con la Cina e l'URSS, rimase un forte oppositore dell'espansione sovietica e sostenne attivamente le dittature anticomuniste nel mondo.
3. Ronald Reagan (1981-1989)
Forse il presidente più anticomunista della storia americana, Reagan definì l'Unione Sovietica come "l’Impero del Male" e intensificò la corsa agli armamenti per mettere pressione sull’economia sovietica. Finanziò movimenti di resistenza anticomunista in vari paesi attraverso la "Dottrina Reagan".
4. George H.W. Bush (1989-1993)
Pur adottando un approccio più pragmatico rispetto a Reagan, Bush padre supervisionò la fine della Guerra Fredda, sostenne i movimenti democratici nei paesi ex sovietici e appoggiò la riunificazione della Germania.
- Democratici
1. Harry S. Truman (1945-1953)
Fu l'artefice della "dottrina Truman", che puntava a contenere il comunismo in Europa e altrove, soprattutto attraverso il Piano Marshall e il sostegno alla Grecia e alla Turchia contro l’influenza sovietica. Lanciò anche la NATO e avviò la Guerra di Corea per contrastare l’invasione comunista del Sud.
2. John F. Kennedy (1961-1963)
Kennedy intensificò la lotta al comunismo con la "dottrina della flessibilità", promuovendo l’intervento in Vietnam, il sostegno ai dissidenti cubani (vedi Baia dei Porci) e il rafforzamento della presenza militare in Europa. Affrontò la crisi dei missili cubani opponendosi fermamente all’espansione sovietica.
3. Lyndon B. Johnson (1963-1969)
Proseguì la politica di contenimento con un massiccio impegno nella guerra del Vietnam, nel tentativo di fermare l'espansione comunista nel sud-est asiatico.
4. Jimmy Carter (1977-1981)
Sebbene meno aggressivo di altri presidenti, Carter adottò una politica più dura contro l'URSS dopo l'invasione sovietica dell'Afghanistan, lanciando un embargo sui cereali e boicottando le Olimpiadi di Mosca del 1980.
5. Bill Clinton (1993-2001)
Pur essendo un presidente del post-Guerra Fredda, Clinton mantenne una politica di contenimento verso la Cina comunista, promuovendo l’espansione della NATO per prevenire una possibile rinascita dell’influenza russa nell’Europa orientale.
L'anticomunismo, da prima di Donald Trump - che oggi sembra grande sodale del comunista Putin, è presente nella cultura cinematografica americana ad esempio.
Molti attori (specie le superstar di Hollywood), che erano legati all’America più tradizionalista e patriottica, sostenevano politiche conservatrici e vedevano nel comunismo una minaccia esistenziale per il loro paese e per l'industria cinematografica.
Ecco alcuni attori veri patrioti anticomunisti americani.
- John Wayne (1907-1979)
Forse il più iconico attore repubblicano e anticomunista. Fu un fervente sostenitore del maccartismo e un attivista della Motion Picture Alliance for the Preservation of American Ideals, un'organizzazione anti-comunista di Hollywood.
Ha interpretato molti film patriottici e di propaganda durante la Guerra Fredda, promuovendo l'orgoglio americano e la lotta contro il comunismo.
- Ronald Reagan (1911-2004)
- Prima di diventare il 40° presidente degli Stati Uniti, era un attore di Hollywood e presidente della Screen Actors Guild. Durante gli anni '40 e '50, denunciò pubblicamente i sospetti comunisti a Hollywood, testimoniando davanti alla House Un-American Activities Committee (HUAC).
Da presidente, fu il leader della lotta contro il comunismo e contribuì alla fine della Guerra Fredda con la sua retorica aggressiva contro l’Unione Sovietica.
- Charlton Heston (1923-2008)
Celebre per ruoli in film epici come Ben-Hur e I dieci comandamenti. Inizialmente democratico, divenne un fervente repubblicano e un forte oppositore del comunismo. Fu presidente della National Rifle Association (NRA) e sostenitore delle politiche di Reagan.
- Clint Eastwood (1930)
Sebbene abbia avuto posizioni politiche variabili nel tempo, è noto per le sue idee conservatrici e per aver sostenuto candidati repubblicani. Ha espresso più volte il suo disprezzo per il socialismo e le politiche comuniste, enfatizzando il valore dell’individualismo e della libertà economica.
Ha diretto film con forti temi patriottici, come American Sniper (2014), che esalta l’eroismo militare americano.
- James Stewart (1908-1997)
Attore celebre per film come La vita è meravigliosa e Mr. Smith va a Washington.
Patriota convinto, si arruolò nell’aeronautica durante la Seconda Guerra Mondiale e raggiunse il grado di generale. Fervente anticomunista, sostenne il Partito Repubblicano e si oppose ai movimenti di sinistra a Hollywood.
- Gary Cooper (1901-1961)
Star del cinema western e protagonista di Mezzogiorno di fuoco. Testimoniò davanti alla HUAC, pur non facendo nomi, e si dichiarò preoccupato per l’infiltrazione comunista a Hollywood. Sostenitore di Eisenhower e delle politiche conservatrici.
- Robert Taylor (1911-1969)
Attore di successo negli anni '30 e '40, noto per il film Waterloo Bridge. Fece parte della Motion Picture Alliance for the Preservation of American Ideals. Collaborò con la HUAC denunciando attori e registi sospettati di simpatie comuniste.
- Adolphe Menjou (1890-1963)
Attore caratterista attivo dagli anni '20 agli anni '50. Repubblicano dichiarato e convinto anticomunista. Fu tra i più accaniti sostenitori della HUAC e della "caccia alle streghe" a Hollywood.
- Bruce Willis (1955)
Nonostante non sia stato apertamente coinvolto nella politica come altri attori, Bruce Willis ha espresso posizioni conservatrici ed è stato un sostenitore del Partito Repubblicano.
Nel 2006 dichiarò di essere contrario al comunismo e al socialismo, sottolineando il valore del capitalismo e della libertà individuale. Era un forte sostenitore dell'esercito americano e dei veterani, spesso partecipando ad eventi in loro onore.
- Arnold Schwarzenegger (1947)
Repubblicano dichiarato, è stato governatore della California dal 2003 al 2011.
Cresciuto in Austria durante la Guerra Fredda, ha sempre avuto un forte atteggiamento anticomunista, vedendo il socialismo come una minaccia alla libertà.
Ha più volte criticato la Russia di Putin, soprattutto dopo l'invasione dell'Ucraina nel 2022.
Pur essendo repubblicano, ha assunto posizioni più moderate su alcuni temi (ambiente, sanità), motivo per cui alcuni conservatori lo considerano "troppo centrista".
- Mel Gibson (1956)
Sebbene Mel Gibson non sia un politico attivo, ha espresso opinioni conservatrici e si è spesso opposto all’ideologia progressista di Hollywood.
Ha girato film con forti tematiche patriottiche e religiose, come Braveheart e La passione di Cristo, criticando il globalismo e l’influenza di Hollywood sui valori tradizionali.
Ha mostrato scetticismo verso il comunismo e le ideologie di sinistra, pur mantenendo una certa indipendenza politica.
- Sylvester Stallone (1946)
Sebbene non sia un attivista politico come altri attori, Stallone ha espresso più volte posizioni conservatrici e patriottiche.
I suoi film, soprattutto la saga di Rocky e Rambo, hanno spesso avuto una forte impronta anticomunista e pro-America.
Rambo II – La vendetta (1985) e Rambo III (1988) sono chiaramente schierati contro i regimi comunisti del Vietnam e dell'URSS.
In Rocky IV (1985), il suo personaggio combatte contro Ivan Drago, pugile sovietico simbolo dell'URSS. Il film è visto come una metafora della Guerra Fredda.
Ha sostenuto alcuni candidati repubblicani, tra cui John McCain nel 2008.
- Chuck Norris (1940)
Repubblicano e conservatore convinto, è noto per le sue posizioni fortemente anticomuniste e patriottiche.
Durante la Guerra Fredda, ha recitato in diversi film d'azione in cui combatteva contro nemici sovietici o comunisti, come Invasion U.S.A. (1985), in cui affronta terroristi sovietici che invadono gli Stati Uniti.
È stato un forte sostenitore di Ronald Reagan e ha promosso politiche repubblicane per decenni.
Ha appoggiato George W. Bush criticando duramente la sinistra americana e il socialismo.
È noto anche per il suo sostegno alla libertà individuale, al diritto alle armi e alla lotta contro il politicamente corretto.
Ci sono anche famosi giornalisti che hanno promosso l'anticomunismo negli Stati Uniti.
- Walter Winchell (1897-1972)
Giornalista e commentatore radiofonico molto influente dagli anni '30 agli anni '50.
Fervente anticomunista, fu un sostenitore del senatore Joseph McCarthy e della "caccia alle streghe" contro i comunisti a Hollywood e nella politica americana.
Usò il suo stile aggressivo per denunciare presunti comunisti, sostenendo che l'America fosse infiltrata da elementi sovversivi.
- William F. Buckley Jr. (1925-2008)
Fondatore della rivista conservatrice National Review, è considerato uno dei padri del moderno conservatorismo americano.
Ha scritto e dibattuto in modo feroce contro il comunismo e il socialismo, sostenendo che fossero una minaccia per la libertà e la democrazia. Ha promosso politiche fortemente anti-sovietiche durante la Guerra Fredda ed è stato un sostenitore di Ronald Reagan.
Condusse il celebre programma Firing Line, dove dibatteva con intellettuali e politici, spesso ridicolizzando la sinistra e il marxismo.
- Robert Novak (1931-2009)
Giornalista e commentatore televisivo noto per il suo approccio conservatore e anticomunista.
Ha lavorato per anni come columnist e analista politico su CNN e altri network.
Critico del comunismo sovietico e delle politiche progressiste che vedeva come "minacce interne" alla libertà americana.
Coinvolto nello scandalo Valerie Plame, in cui rivelò l’identità di un’agente della CIA, alimentando il dibattito sulla guerra in Iraq e la politica estera americana.
In una nazione così spiccatamente anticomunista, allora, perché il popolo ha votato un presidente come Trump che dimostra di essere, invece, tanto vicino al dittatore comunista Putin?
La retorica e la propaganda trumpiana hanno "inquinato" il concetto di anticomunismo. Il "nemico" rosso non è più la Russia bensì la Cina (una posizione che, però, a molti osservatori sembra di comodo per favorire Putin). La Russia, incredibilmente, con Trump sembra essere diventato un paese amico con cui condividere progetti: primo fra tutti affossare l'Europa unita e la NATO (che non piacciono nè a Trump nè a Putin). Trump, inoltre, più volte ha detto di ammirare - ed è un concetto discutibile - i leader politici di Russia e Cina (che sono comunque dittature liberticide - la solita contraddizione trumpiana).
Trump non ha veri amici in Europa e si limita, a turno, a far credere ai suoi interlocutori europei di essere amico loro. In realtà si muove senza un interlocutore unico (come dovrebbe essere) e cerca di lavorare mediante incontri bilaterali (USA e nazione europea a turno) proprio per indebolire l'unità europea che è tanto fragile.
Trump, inoltre, ha convinto parte dell'elettorato - in un gioco pericoloso che dà vantaggio solo a Putin - che il nemico non è la Russia ma la sinistra americana (nemico interno).
L'Europa dovrà fare in fretta e non continuare con la politica attendista. Sembra chiaro come Trump non sia un presidente amico. Ha già scaricato l'Ucraina e potrebbe non intervenire in difesa dell'Europa in caso di progetti espansionistici imperiali della Russia.
Un dubbio rimane in chiunque abbia un po' di spirito critico: i politici europei che si sono sempre detti anticomunisti, ma che oggi tifano Trump (che odia l'Europa e che non sembra essere proprio anticomunista), da che parte stanno?
Ardito
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