Trump espelle migranti dagli Stati Uniti. La macchina della propaganda è in moto

La macchina della propaganda degli Stati Uniti è già in moto. Diffusa dalla Casa Bianca una foto di migranti in catene pronti per il rimpatrio.

Propaganda? Probabilmente sì. In una foto diffusa dalla Casa Bianca si vedono pochi migranti (appena nove) in catene scortati verso un aereo. Una foto che, di per sé, non significa niente. Una decina di migranti e la frase "Promessa fatta, promessa mantenuta". Parliamone. Davvero troppo poco per poter parlare di "promessa mantenuta".

La promessa era quella del presidente Trump: rispedire a casa loro i migranti irregolari, i migranti che abbiano compiuto reati e - a quanto pare - quelli che hanno malattie trasmissibili (così han ribadito alcuni organi di stampa italiani).

Al di là dell'inutilità delle catente che, invece, fanno pensare ad una foto "costruita" per i media, si tratta di un inizio.

Siamo d'accordo nel rimpatriare i migranti nei loro paesi di origine. Andrebbe fatto anche in Europa e in Italia.

Sarebbe auspicabile, ad esempio, rispedire a casa loro tutti i nordafricani che hanno già condanne per spaccio di droga. La nostra società non ha bisogno di spacciatori tunisini, marocchini, egiziani.

Sarebbe auspicabile rispedire a casa loro tutti coloro i quali non rispettano le leggi italiane, le nostre abitudini, la nostra cultura e le nostre consuetudini. Non abbiamo bisogno di orde di maranza che insultano il nostro paese. Vadano pure da un'altra parte.

Non ci servono, invece, foto di poche persone incatenate come bestie. Saranno migranti ma son pur sempre uomini e la dignità di ognuno non può essere offesa solo per fare propaganda tra la gente. Su questo è stato compiuto un pessimo errore di comunicazione. Mai trasformare delinquenti in vittime poiché si suscita la pietà di tanti.

In Italia si parla di nuovo dei centri per il rimpatrio in Albania. Staremo a vedere cosa accadrà.

Sicuramente tanti extracomunitari non hanno alcun diritto di stare in Italia. Chi viola i confini di uno Stato sovrano deve essere riaccompagnato nel suo paese.

Ardito

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