Giorno del Ricordo. Parlano troppi politici e pochi storici

Giorno del ricordo. Parlano un sacco di politici e pochi storici sebbene sarebbe meglio che accadesse il contrario.

Gli storici analizzano i fatti, i documenti, ricostruiscono gli avvenimenti e ne danno spiegazioni: si chiama Storia. I politici, invece, fanno propaganda anche quando sarebbe meglio non farne.

E così, ogni anno, per il Giorno del Ricordo sentiamo - come ormai da più di 20 anni - la solita tiritera che gli storici della Dalmazia attribuiscono ai neofascisti e che, purtroppo, è stata ripresa da tutti i partiti.

Si celebra il ricordo delle vittime italiane e degli esuli. Giusto ricordare, giusto celebrare. Manca un pezzo a questa storia ed i neofascisti non ne parlano mai. Manca il perchè. Perché i partigiani - e non i "comunisti" - del maresciallo Tito hanno compiuto quell'orribile massacro che ha fatto perdere la vita a circa 1.500 persone (forse 2.000 e sicuramente non 10.000 o 1 milione come qualcuno dice senza nessuna cognizione storica)?

La vulgata politica cerca di far bilanciare i milioni uccisi dal nazifascismo con i morti delle foibe. Una operazione che di Storia non ha niente, neppure nelle cifre. Sparare cifre a caso non rende omaggio ai 1.500 morti delle foibe.

Si deve, invece, dire che anche il massacro delle foibe è un orrore. Si deve e si può dire che anche i partigiani hanno compiuto delle atrocità.

Rimane l'interrogativo che nessuno domanda (giornalisti dove siete?) e di cui la politica - specie di centrodestra - non parla. Perchè i partigiani di Tito infoibarono tante persone?

Semplice ma scomodo. Fu la vendetta contro il fascismo. Sì, sempre il fascismo. E' stato, insieme al nazismo, uno dei più grandi mali del secolo scorso. Una macchia indelebile nella Storia d'Italia.

C'erano campi di concentramento nazifascisti a Gonars e a Trieste (Risiera di San Sabba). Le leggi razziali mussoliniane vietavano di parlare sloveno persino ai bambini. Agli sloveni si cambiavano nome e cognome. I fascisti avevano cercato di cancellare la loro identità nazionale.

Da lì la rappresaglia dei partigiani. Se si omette la contestualizzazione storica non si fa Storia e celebrare diventa un inutile carosello politico alla foiba di Basovizza (dove, è da dire, sono stati rinvenuti solo corpi di soldati nazisti tedeschi...).

Vi lasciamo il link di un interessante video in cui vengono intervistati alcuni storici sloveni tra cui Joze Pirjevec, autore del libro "Foibe. Una Storia d'Italia" (uno dei migliori scritti sull'argomento).

Ecco, le loro parole sono meglio di mille dichiarazioni di politici che esaltano l'importanza della verità per poi non dirla.

 

Ardito

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