Medico di Aosta salva la vita del proprio gatto sottoponendolo ad una Tac in ospedale. Fatto bene.
Vero: ha usato i macchinari dell'ospedale. Non avrebbe dovuto farlo.
Vero: non era in orario di lavoro. Fuori timbratura.
Vero: non vi erano pazienti in attesa. L'orario delle visite era finito e non c'erano urgenze.
Vero: era una emergenza.
Vero: il gatto è salvo. Si tratta di un bravo medico di sicuro.
Vero: è disponibile a risarcire l'azienda sanitaria per le spese sostenute.
Cosa è accaduto? Il gatto è caduto dal tetto di un edificio di sei piani e ha riportato seri danni tra cui fratture degli arti e il distacco di un polmone. La Tac era necessaria ed essendo radiologo l'ha usata. Certo è un macchinario del servizio pubblico non ad uso privato. Probabilmente l'affetto per il gatto e il momento concitato hanno prevalso sulla razionalità.
Però, sapete, i cani e i gatti diventano membri della famiglia e quando sono in pericolo di vita diventa difficile non tentare di aiutarli in ogni modo.
Quando il mio chihuahua è morto perché il veterinario, invece di curarlo, era impegnato a farmi il preventivo di spesa io mi sono molto molto arrabbiato (e lo sono ancora dopo tre anni). Avrebbe dovuto salvare il cagnetto invece di fare il contabile nel tentativo di farmi firmare un ricovero e un impegno di spesa per un cane morto nel giro di pochi minuti da solo e senza cure.
Ecco. Capisco pienamente il medico di Aosta. Si farebbe di tutto per salvare i nostri amici a quattro zampe. E, se ne ha la possibilità, ben venga.
Il medico si è detto disponibile a risarcire l'azienda sanitaria per le spese. Bene. Problema risolto.
Se ha avuto tanto zelo per il gatto ne metterà di più per salvare le persone.
Polemiche. Non ce ne può fregare di meno.
L'Italia è il paese delle polemiche di italiani sempre e solo contro gli italiani.
Guardatevi intorno: avreste mille altri motivi per fare polemica.
Ardito
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