Cenni sull'ideologia woke e sul perché sia contrastata dal presidente Trump

Che cosa è la tanto discussa cultura Woke che non piace affatto al presidente americano Donald Trump e a tantissime persone? Proviamo a spiegarvelo.

Negli ultimi anni, il termine "woke" è diventato uno dei più discussi nel dibattito politico e culturale, specialmente negli Stati Uniti.

Originariamente nato come espressione all'interno della comunità afroamericana per indicare una maggiore consapevolezza sulle ingiustizie sociali e razziali, il concetto di "wokeness" si è progressivamente ampliato fino a diventare un'ideologia che permea molte aree della società, dalla politica all'istruzione, dai media all'economia.

Tra i principali critici del movimento woke si distingue il presidente Donald Trump, che ha più volte condannato questa ideologia, definendola una minaccia per i valori tradizionali americani.

Cosa significa essere "woke"? Il termine "woke" deriva dal verbo inglese "to wake" (svegliarsi) ed è stato inizialmente usato negli anni '60 durante il movimento per i diritti civili per indicare la necessità di essere vigili rispetto alle ingiustizie sociali. Negli anni recenti, però, il concetto si è ampliato fino a includere una serie di tematiche legate a:

- Giustizia razziale: lotta contro il razzismo sistemico e richiesta di equità tra gruppi etnici.
- Diritti LGBTQ+: promozione dell'inclusività e dell'identità di genere fluida.
- Femminismo intersezionale: lotta per la parità di genere considerando le intersezioni con razza e classe.
- Ambiente e sostenibilità: riforme ecologiste e politiche contro il cambiamento climatico.
- Cultura della cancellazione: azioni volte a boicottare individui o istituzioni considerate "problematiche".

Questi temi sono diventati centrali in molte università, in certi media e in alcune aziende aziende, portando a cambiamenti significativi - imposti violentemente a tanta parte di popolazione con la minaccia di pubblico ludibrio - nei linguaggi, nei programmi scolastici (decisione aberrante) e nelle politiche aziendali. Il tutto permeato, inoltre, dall'insopportabile "Politicamente corretto" che impedisce il libero pensiero e ogni forma di critica e di dissenso anche civile e pacifico.

Perché il presidente Donald Trump, e prima di lui tantissima gente comune, è contrario al Movimento Woke? Trump ha fatto della lotta contro l'ideologia woke uno dei pilastri della sua retorica e della sua azione politica.

Le sue critiche si basano su diversi punti fondamentali:ù

- Difesa dei Valori Tradizionali. Trump e il movimento conservatore vedono il woke come una minaccia ai valori tradizionali americani, come la libertà individuale, il patriottismo e la meritocrazia. Secondo i critici, il woke promuove una divisione artificiale della società basata su identità di gruppo piuttosto che su principi universali.

- Cultura della Cancellazione e Libertà di Espressione. Uno degli aspetti più controversi del woke è la cosiddetta "cancel culture", ossia l'attitudine a punire pubblicamente persone o aziende che non si allineano ai principi progressisti. Trump ha più volte denunciato questa tendenza, affermando che mina la libertà di parola e crea un clima di paura e autocensura. Non è solo Trump ad essere contro la cultura della cancellazione: la sola idea di dover modificare opere letterarie, film, testi di canzoni solo perché qualcuno li ritiene offensivi è una follia.
Un libro scritto nel 1850 non può essere riscritto nel 2025 perché qualcuno ha pensato di farlo. La Cultura deve essere contestualizzata e non cancellata.

- Influenza nelle Scuole e nelle Università. Trump ha criticato l'infiltrazione dell'ideologia woke nei programmi scolastici e universitari, sostenendo che i giovani vengono indottrinati con una visione distorta della storia e della società. La sua amministrazione ha contrastato teorie come la Critical Race Theory (CRT), che secondo i conservatori divide gli americani in oppressori e oppressi.

- Impatto sulle Aziende e sull’Economia. Negli ultimi anni, molte grandi aziende hanno adottato politiche woke, implementando programmi di diversità e inclusione, cambiando linguaggi e sponsorizzando movimenti progressisti. Trump ha accusato queste pratiche di essere ipocrite e dannose per l'economia, penalizzando chi non si conforma alla nuova ortodossia ideologica.

Le Azioni di Trump Contro il Woke. Trump ha già diramato molti ordini esecutivi e la sua intenzione, sostenuto anche da Elon Musk, è quella di limitare molti aspetti della cultura woke. Da subito si è scagliato contro la cultura di genere dichiarando che i generi negli Stati Uniti saranno solo due: maschio e femmina.
Molti lo considerano un attacco ai transgender (vuol vietare anche le commistioni negli sport vietando ad esempio agli uomini diventati donne di competere con le nate donne). Via, inoltre, i transgender dall'esercito.
In realtà la questione è molto più semplice.
Che senso ha far competere un atleta uomo, diventato donna, con le donne? La struttura fisica non è la stessa e la competizione ne risulta falsata. Quello di Trump sembra più un atto di buonsenso.

Il punto è che non si possono avere quote rosa o quote gender in tutto. Nel nostro paese, ad esempio, manca la vera cultura del merito. Chi merita, chi ha le giuste competenze, deve essere premiato. E non perché donna o trans a priori; non perché si sono stabilite "quote" (che poi sono solo nei lavori manageriali o dirigenziali. Non ci sono quote per fare gli scaricatori o i traslocatori, giusto?).

L'ideologia woke rappresenta uno dei temi più divisivi dell'attuale panorama politico statunitense (ma anche in Italia - grazie al generale Vannacci e a coloro che non hanno mai accettato l'ideologia woke - il dibattito è aperto). Mentre i suoi sostenitori la vedono come una necessaria evoluzione verso una società più equa e inclusiva (e non è chiaro come considerato che molti sostenitori del woke si identificano in pesci gatto, cani, orsi, marmotte e altri animali e oggetti), i suoi critici la considerano una minaccia ai principi fondanti della nazione americana.

 

Ardito

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